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giovedì 21 febbraio 2008

Truffe e spam

Oh bene ultimamente ricevo sempre più mail fraudolente che cercano di reindirizzare ignari utenti verso siti identici a quelli abituali ma che in realtà "succhiano" informazioni vitali. Si non è una novità ma volevo farvi vedere come una mail che mi è arrivata oggi sia particolarmente ben fatta(anche se basta un minimo di cervello per capire che è un fake). E' relativa a bancoposta e invita ad effettuare l'accesso al portale delle Poste con il proprio username e password per ottenere un buono di 100 eurozzoli, con tanto di logo delle poste e partita iva e poi scritta in italiano corretto.
Il sito a cui vi reindirizza il link nella mail è questo, fatto bene no? SEMBRA uguale (un invito a controllare sempre la barra dell'indirizzo) ma in realtà memorizza in un database user e pass che voi inserite e poi chissà chi in seguito proverà ad accedere al sito poste con le vostre credenziali. Bene ora siccome io sono un fancazzista e sono anche incazzoso e scontento in questo periodo, prendo un bel http cracker, un software che di solito si usa per violare i siti provando per ore automaticamente combinazioni di nomi e password e lo attacco a quel sito del cacchio così il loro database si ingigantisce a dismisura di inutili credenziali non valide(mica provo nomi e password reali) e chissà che gli vada a puttane qualcosa, scusate il francesismo.
Ah non crediate che basti un http cracker per violare un sito al giorno d'oggi, CAPTCHA serve a quello....ci vuole intervento umano e l'automatismo va a puttane. Fantastico oggi è proprio il mio francesismo preferito...ci sarà qualche nesso con l'assenza di esemplari femminili nell'ultimo periodo?

martedì 22 gennaio 2008

Due parole su CAPTCHA


Torno a parlare di informatica...purtroppo per voi! Con un tema che mi sembra curioso un po' per tutti visto che ci siete a contatto spesso ma neanche lo sapete. Nella storia dei calcolatori elettronici è spesso sorto il problema di voler mettere alla prova una macchina per vedere quanto la sua implementazione si avvicini ad un essere umano, quindi ad un essere in grado di pensare, un essere intelligente. A tale scopo è nato il test di Turing che mette alla prova un calcolatore nell'interazione con esseri umani, allo scopo di determinare se questi ultimi non sono in grado di distinguerlo da un essere pensante. Negli ultimi anni però è sorta la necessità di verificare l'opposto: una macchina vuole sapere se si trova ad interagire veramente con un'essere umano, qui nasce CAPTCHA, la sigla sta per Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart (Test di Turing pubblico e completamente automatizzato per distinguere umani e computer. Ebbene quando vi trovate a dover digitare quelle lettere confuse in giro per la rete, state assicurando al sistema con cui interloquite che siete umani o meglio che non siete computer. Per chi non lo sa questo serve ad impedire che qualche software automatizzato provi ripetutamente a compilare il form relativo al CAPTCHA effettuando numerosi tentativi al fine di indovinare dati sensibili (vedi codici ricarica Vodafone o password varie). Con questo sistema si rende necessaria l'interazione umana che rallenata necessariamente il processo di violazione, in quanto l'immagine proposta è progettata per offrire ad un eventuale software che cerca di "leggere" e lettere(per es.OCR) la condizione peggiore possibile. Vi ho parlato di questo perchè ogni azienda crea il suo sistema CAPTCHA e dei ricercatori russi hanno affermato di aver violato in maniera probabilistica (il sistema automatico non indovina ogni volta ma con un buon 35% che in un giorno vuol dire centinaia di migliaia di tentativi validi al giorno) il CAPTCHA di Yahoo. Se il sistema funziona ci potrà essere il rischio di ingenti quantitativi si spam e violazione account di posta vari....Staremo a vedere :).
Per info:
CAPTCHA Wiki
Blog ricercatori russi

martedì 15 gennaio 2008

Java: L'approccio sbagliato



Ho sempre sostenuto dal basso della mia esperienza da informatico autodidatta che Java non fosse un linguaggio adeguato per insegnare i fondamenti della programmazione all'interno dell'università.Finalmente queste mie considerazioni trovano conferma in questo articolo di qualche "big professor" di sicuro più esperto e stimato di me. E' ridicolo che un corso di Ing. Informatica prepari degli studenti con un linguaggio quale Java che, in quanto interpretato, è la massima astrazione da ciò che sono l'architettura dell'elaboratore e le sue funzioni fondamentali. Per di più non viene minimamente intrapreso l'insegnamento del C, linguaggio universalmente riconosciuto come necessario punto di partenza per l'apprendimento delle tecniche di programmazione fondamentali, in quanto essendo vicino all'hardware porta a ragionare come il calcolatore e non astraendo come in Java, per ragionare più "umanamente" possibile.. Non mi soffermo su tecnicismi ma voglio dire: è come usare un utensile tecnologico, una persona qualunque può usarlo senza sapere come funziona effettivamente....un ingegnere no, deve pretendere la comprensione assoluta...
Oltretutto in ambito professionale (come ho recentemente sperimentato lavorando alla tesi in collaborazione con un'azienda) Java non è considerato se non per la sua portabilità (direi esclusivamente teorica). Parliamo di sicurezza e ottimizzazione delle risorse? .NET di Microsoft(si quella che odiano tutti) ha dimostrato in molteplici occasioni di essere preferibile come piattaforma di interpretazione in quanto a stabilità,sicurezza e semplicità (incredibile per Microsoft vero?!)

Il ritorno dell'istantanea firmata Polaroid


Ebbene signori, vi ricordati secoli addietro quando andava di moda la cosiddetta "Polaroid"(nome del produttore più che del prodotto)?Si me l'avevano regalata ma in tempi non troppo recenti la smontai per trarne componenti....ah si sono deviato.....Vabe, in ogni caso la Polaroid si è rilanciata nel mercato con una nuova "versione" di tale prodotto, diciamo una rivisitazione del concetto di stampa istantanea ovunque siate:le stampanti con tecnologia Zink(zero ink) che sfruttano carta speciale contenente polimeri di colore reattivi al calore. Decisamente dalle dimensioni portabili che vi permettono di stampare al volo le vostre foto senza l'ausilio di un PC, direttamente dalla macchina digitale via cavetto usb o meglio ancora,grazie alle funzionalità Bluetooth, dal vostro cellulare...
Potrebbe dimostrarsi un prodotto valido,spero solo che la carta speciale reattiva al calore che viene utilizzata non sia costosa come i vecchi "rullini" Polaroid....vi ricordate quelle 25.000 lire?!? insomma avevo 12 anni...pesavano alquanto sul mio bilancio personale. :(
Fonte news: DCviews